BRAMBILLA, Pietro
Dante Severin
Nato a Trieste l'11 nov. 1835 da Giuseppe, di famiglia oriunda della Brianza, aprì a ventiquattro anni col fratello Zanetto, a Milano dove si era trasferito, una ditta [...] della cessata guerra contro l'Austria. Il passaggio dall'ambientazione austriaca a quella piemontese e italiana del capitale causava gravi difficoltà agli operatori economici. Il ceto agrario, predominante in Lombardia, preferiva redditi sicuri non ...
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scienza delle finanze
Angelo Castaldo
L’attività finanziaria dello Stato tra storia e politica
Da un punto di vista di ricostruzione storica, la scienza delle finanze è sicuramente la branca più antica [...] della scienza delle finanze contribuirono poi la scuola austriaca (➔ austriaca, scuola), tedesca e svedese, in particolare, dello Stato e, più in generale del settore pubblico nell’economia, che li ha spinti a superare la tradizionale attività di ...
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Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Claudio Lo Jacono
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
La Restaurazione non riesce a impedire che le forze messe in movimento dalla Rivoluzione [...] dal 1816 intorno a un programma di modernizzazione politica ed economica dell’impero. È in questo ambiente che nel dicembre del eccezione è rappresentata dalla Toscana e dalla Lombardia austriaca, dove sembra in qualche modo riproporsi la tradizione ...
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razionalita
razionalità
Facoltà propria degli esseri dotati di ragione. Tale concetto attraversa vari settori d’indagine culturale del Novecento e acquisisce significati diversi nelle varie discipline [...] il comportamento umano in quanto orientato verso uno scopo. Riprendendo nozioni metodologiche elaborate originariamente nella scuola austriaca di economia (segnatamente da C. Menger), Weber definì razionale quell’azione che, basata su una valutazione ...
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ALLIEVI, Antonio
Anna Cirone
Nato a Segrano (Greco Milanese) il 28 febbr. 1824, da famiglia contadina, si laureò in giurisprudenza presso l'università di Pavia. Insegnò privatamente a Milano filosofia [...] alla protesta mazziniana contro di esso. Tornati gli Austriaci a Milano, nell'agosto 1848, l'A. Resta fondamentale il suo scritto: La Cassa di Risparmio in Lombardia, Studio economico, Milano 1857 (in Annali universali di statistica, CXXX, pp. 46- ...
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Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Fausto Cozzetto
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
Recisi i legami con l’Austria dopo la prima guerra mondiale, il Principato del Liechtenstein [...] e fiscale del suo potente vicino. Subisce perciò, nonostante la propria neutralità, i duri contraccolpi economici della prima guerra mondiale e della sconfitta austriaca. L’industria tessile del principato va in rovina. I risparmi e i redditi della ...
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Musgrave, Richard Abel
Economista statunitense di origine tedesca (Königstein 1910 - Santa Cruz 2007). Dopo aver studiato a Monaco (1930-31) e a Heidelberg (1931-33), dove ottenne nel maggio del 1933 [...] (1962-65) e Harvard (dal 1965). Sulla scia culturale del pensiero tracciato dalle grandi scuole di economia pubblica (in particolare tedesca e austriaca), M. elaborò in modo rigoroso e completo, con il suo three branch model (modello a 3 funzioni ...
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Fetter, Frank Albert
Economista statunitense (Peru, Indiana, 1863 - Princeton, New Jersey, 1949). Trascorse gran parte della sua carriera nelle Università di Cornell (1901-11) e di Princeton (1911-34), [...] dove fu direttore del dipartimento di Economia. Nel 1913 fu eletto presidente dell’American Economic Association (➔ AEA). Nei marginaliste e soggettive, secondo l’approccio della scuola austriaca (➔ austriaca, scuola). Fra le sue opere: Capital, ...
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Wieser, Friedrich von
Economista e sociologo austriaco (Vienna 1851 - Salisburgo 1926). Professore di economia nelle Università di Praga (1884) e Vienna (1903), fu ministro del commercio (1917). Tra [...] i maestri della scuola marginalista austriaca, diede contributi di rilievo alla formulazione dei concetti di utilità marginale e di costo-opportunità e alla teoria dell’imputazione dei prezzi dei fattori. Nella sua ultima opera, Das Gesetz der Macht ...
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Economista (Třešt', Moravia, 1883 - Taconic, Connecticut, 1950); prof. nelle univ. di Černovcy (1909) e Graz (1911) e, dopo una breve parentesi in cui fu ministro delle Finanze della repubblica austriaca [...] dal 1932 alla morte nella Harvard University di Cambridge (Mass.). Trovando il punto di partenza della sua analisi nell'economia marginalista (fu allievo a Vienna di von Wieser), S. risentì, nella seconda parte della vita, dell'empirismo americano ...
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marginalismo
s. m. [der. di marginale]. – Teoria economica sviluppatasi nella seconda metà dell’Ottocento, che si fonda sul concetto di utilità marginale, cioè sull’incremento di soddisfazione che il consumatore ricava da una nuova dose di...
politica
polìtica s. f. [femm. sostantivato dell’agg. politico (sottint. arte); cfr. gr. πολιτική (τέχνη)]. – 1. a. La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione...