L'egemonia della vista, nell'attività pratica e percettiva, ha fatto ritenere la cecità una delle più irreparabili sventure; e ogni manifestazione di capacità dei ciechi desta sorpresa, suscitando l'ipotesi [...] Invece, Omero simboleggia, per così dire, la civiltà greca; Cicerone parla, nel libro V delle Tusculane, di Diodoto filosofo e ciechi letterati; fu anche celebre uno scultore cieco, Giovanni Gonnelli da Gambassi; seguono notizie di ciechi scienziati: ...
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Figura simbolica, di solito accompagnata da un motto e da una dichiarazione in versi, talvolta anche da un commento in prosa.
Il primo a usare la parola in questa accezione fu Andrea Alciato, nel suo Emblematum [...] Augusta nel 1531. La parola, significante in greco e in latino (Cicerone) "ornamento accessorio" (cfr. fr. applique), e in lat. (circa 1443-1524) che ebbe contatti con F. Colonna, Giovanni de' Medici (poi Leone X), ecc.; suo nipote Piero Valeriano ...
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Pittori, nativi, secondo l'ipotesi più attendibile, di Maeseyck. Sono i più grandi artisti della pittura fiamminga primitiva, e si possono porre tra gl'iniziatori della moderna. Erano parenti, ma non si [...] ottobre 1422 all'11 settembre 1424 lavorava all'Aia per Giovanni di Baviera, conte d'Olanda, già principe-vescovo di 1926; M. J. Friedländer, J. v. E's Altar aus Ypern, in Der Cicerone, XXI (1929), pp. 432-33; F. Winkler, Jan van Eycks Madonna von ...
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Nato a Parigi il 25 ottobre del 1838. Sui registri dello stato civile fu inscritto coi nomi di Alexandre-César-Léopold; ma fu poi chiamato col nome di Georges. Dai genitori stessi venne incoraggiato agli [...] lo esaltò: "Che paese - scriveva - e che compagni di viaggio! Cicerone, Omero, Ulisse, Virgilio, Orazio, Tiberio, Nerone....". Da Roma, dopo l e quattro mani trascrisse pezzi di Mignon, Don Giovanni, Amleto. Poi trascrizioni delle opere religiose di ...
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Letteralmente, dialettica significa esercizio concreto dell'attività o funzione logica dell'uomo, procedimento concettuale, arte della conversazione, del dialogo, della discussione, e però del distinguere, [...] non, fu denominato creatore del metodo scolastico, la dialettica è (come già per gli stoici e per Cicerone) veritatis seu falsitatis discretio. Per Giovanni di Salisbury, che si attiene al significato aristotelico, essa è una parte della logica, una ...
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LAODICEA (Λααοδίκεια, Laodicea)
Pietro ROMANELLI
Angelo PERNICE
Virginia Vacca
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Varie città dell'Asia Minore e dell'Oriente ellenistico hanno questo nome derivato da quello di regine o principesse [...] provincia; poiché tale testimonianza contrasta con quella precedente di Cicerone, che la dice un centro notevole di scambî finanziarî sette chiese alle quali è indirizzata l'Apocalisse di Giovanni. Dopo la riforma dioclezianea fu capitale della Frigia ...
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Tassa di un decimo, pagata, così in Grecia come a Roma, allo stato, alla città, a un tempio, sopra i frutti d'un terreno o l'entrata di merci in una città o il bottino di guerra. La più caratteristica [...] Le più note sono quelle di Sicilia, al tempo di Cicerone (orazioni contro Verre); e quelle dell'Egitto romano, e le decime, che si trovano pure caldamente raccomandate da S. Giovanni Crisostomo.
I concilî dell'età di mezzo ripetono questo precetto di ...
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FOLIGNO (A. T., 24-25-26)
Riccardo RICCARDI
Arduino COLASANTI
Giuseppe LUGLI
Tammaro DE MARINIS
Giustiniano DEGLI AZZI-VITELLESCHI
Città, dell'Umbria, in provincia di Perugia, situata a 235 m. d'altezza [...] S. Chiara in Assisi. Sono del sec. XIV le chiese di S. Giovanni dell'Acqua (1339), di S. Caterina, di S. Salvatore e di S italico adversus Gothos di Leonardo Bruni di Arezzo. Un Cicerone, Epistolae ad familiares, impresso con gli stessi caratteri, è ...
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Capoluogo di provincia, è la città più alta della Sicilia (m. 948). Centro dei Siculi, d'origine assai remota, chiamato Henna, ha ripreso l'antico nome (divenuto nel Medioevo Castrum Hennae, e nell'età [...] in cui stavano le statue colossali di Cerere e di Trittolemo ricordate da Cicerone (In Verr., IV, 107) e della prima delle quali abbiamo un delle chiese di S. Francesco e di S. Giovanni, il palazzo Pollicarini e soprattutto il palazzo Vasquasia ...
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Matematico greco. Poco si sa della sua vita: Proclo di Bisanzio (412-485 d. C.) riferisce che E. compilò i suoi Elementi raccogliendo molti teoremi di Eudosso, perfezionandone molti di Teeteto e completando [...] Greci e i Romani, nel Medioevo e nel Rinascimento il primo libro di testo per lo studio della geometria e dell'aritmetica. Cicerone parla di Euclide, p. es. in De Orat., III, 132; si hanno i frammenti d'una traduzione latina nel palinsesto veronese n ...
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chiamare
v. tr. [lat. clamare «gridare, proclamare»]. – 1. ant. Gridare: la verace Scrittura divina chiama contra queste false meretrici [le ricchezze materiali] (Dante); con grande voce diceva e chiamava: venite, venite, non temete (Fior....