Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Giuseppina Brunetti
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
Il capolavoro di Giovanni Boccaccio è il Decameron – scritto tra il 1349 e il 1351 [...] , ossia le lezioni tenute nel 1373 sui primi 17 canti dell’Inferno nella chiesa di Santo Stefano di Badia a Firenze.
L’ultima opera è la Caccia di Diana (1334): un poemetto in terzine dantesche diviso in diciotto brevi canti. Il periodo che segue è ...
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GUITTONE d'Arezzo
Monica Cerroni
Nacque in un anno imprecisabile tra il 1230 e il 1240 a Santa Firmina, un piccolo villaggio sulle propaggini del monte Lignano, poco distante da Arezzo, presso il cui [...] di ipocriti, attestata nel canto XXIII dell'Inferno di Dante, essa derivò dall'opera di Recherches sur G. d'A., Paris 1966; E. Bonora, Andalò, Loderingo degli, in Enc. dantesca, I, Roma 1970, p. 257; R. Manselli, Frati gaudenti, ibid., III, ibid. ...
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Trinità (Trinitade)
Giovanni Fallani
Dalla rivelazione e dalla tradizione abbiamo i dati per formulare il mistero della T.: Dio è uno nella natura o essenza, trino nelle persone: Padre, Figlio, Spirito [...] : potenza, sapienza, amore. D. specifica che l'Inferno è opera di giustizia, poiché appartiene alla sapienza commisurare le Nelle altre due cantiche, soprattutto nel Paradiso, il discorso dantesco sulla T., conciso nei termini e ricco nelle immagini, ...
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Romagna
Augusto Vasina
Pier Vincenzo Mengaldo
. Numerosi sono nelle opere dantesche, e particolarmente nella Commedia (If XXVII e Pg XIV soprattutto), i riferimenti alla R., che vi figura strettamente [...] dal genio demoniaco dei suoi tiranni, dell'Inferno. Tra le due visioni esiste un divario R., in " Giorn. d. " I (1894) 19-27, 112-124, 303-313 (rist. in Scritti danteschi, Città di Castello 1913, 51-76); I. Panella, D. e la R., in " La Romagna " I ...
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Sardegna (Sardigna)
Francesco Alziator
Pier Vincenzo Mengaldo
La notevole presenza della S. nella Commedia si spiega con l'importanza dell'isola nelle vicende della storia italiana, particolarmente [...] in scrittura gotica sono latine sino al c. XXVI dell'Inferno, italiane; in scrittura tarda minuta, per il resto del X-XI (1952) 337-385; D. Scano, Ricordi di vicende e personaggi danteschi in S., in Scritti inediti, Sassari 1962, 9-187.
Lingua. - Il ...
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Boezio, Severino
Francesco Tateo
Filosofo e letterato romano, discendente dalla nobile gente Anicia, vissuto fra il V e il VI secolo durante la dominazione ostrogota in Italia.
La condizione sociale [...] lo Savio per antonomasia (IV XIII 12), e nell'Inferno, dove secondo taluno Francesca indica il filosofo come 'l tuo il IX del libro III variamente sfruttato in diversi punti dell'opera dantesca, e il VI del libro IV, ambedue dedicati al tema della ...
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Asino
Paolo Falzone
Datazione e circostanze di composizione
Poemetto incompiuto in terza rima. Problematica ne è la datazione. L’unico indizio che permetta di ancorare la fluttuazione cronologica a [...] , che ha inizio appunto con lo smarrimento del protagonista in un luogo oscuro, erede della selva dantesca (donde i numerosi prelievi lessicali dal I dell’Inferno, frammisti qua e là a echi del Corbaccio:
Martelli 1990, p. 23). La duplicità dell ...
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Perugia
Attilio Bartoli Langeli
Pier Vincenzo Mengaldo
Tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento P. occupò una posizione di assoluto rilievo tra i comuni dell'Italia centrale e di egemonia incontrastata [...] Iacopo e Bosone) della bilioteca Comunale; solo l'Inferno, col commento del Lana e l'accoppiata finale comunale, ibid. 1971, 695-769 (partic. le note 35 e 43).
Sulle citazioni dantesche di P.: M. Morici, Il " greve giogo " di Nocera Umbra e Gualdo ...
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Livio, Tito
Antonio Martina
La città di Verona, per due volte soggiorno di D., rappresenta un anello fondamentale per la trasmissione di L.: nel periodo di transizione dall'età carolingia al risveglio [...] Limbo D. potesse alludere a L.).
I versi dell'Inferno non desterebbero sospetti e si potrebbe spiegare alte spoglie con dei passi che inducono a dare valore formulare all'espressione dantesca (Fazio degli Uberti Dittamondo V XXIV 28, il quale ...
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Giulio Cesare, Gaio
Manlio Pastore Stocchi
, Colui ch'a tutto 'l mondo fé paura (Pd XI 69) campeggia nella storia con tale rilievo di condottiero e di uomo politico che è pressoché impossibile delinearne [...] , passim; e cfr. S. Frascino, Cesare, Catone e Bruto nella concezione dantesca, in " Civiltà Moderna " II (1930) 850-874 (v. " Studi Mazzoni, Saggio di un nuovo commento alla Commedia. Il canto IV dell'Inferno, in " Studi d. " XLII (1965) 179-181 (su ...
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inferno2
infèrno2 s. m. [lat. tardo infĕrnus o infĕrnum, uso sostantivato dell’agg. infernus (v. la voce prec.), che assume il sign. 2 nel lat. eccles.]. – 1. non com. L’oltretomba secondo la concezione pagana (più com., in questo senso, Inferi):...
antinferno
antinfèrno (o antiinfèrno) s. m. [comp. di anti-2 e inferno]. – Nome con cui viene spesso indicato il vestibolo dell’inferno dantesco cioè la parte che va dalla porta al fiume Acheronte e che è sede degli ignavi.