Con il termine origini ci si riferisce convenzionalmente alla fase aurorale delle lingue romanze (o neolatine), quando testi (o frammenti di testi) scritti in volgare cominciarono a essere conservati su [...] del messaggio. Si è parlato, in casi del genere, di latino rustico o iuxta rusticitatem, cioè tale da 1°, pp. 139-227.
Petrucci, Armando (1983), Il libro manoscritto, in Letteratura italiana, diretta da A. Asor Rosa, Torino, Einaudi, 1982-1992, 15 ...
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L’Italia può vantare il maggior trattato di linguistica dell’Europa medievale, il De vulgari eloquentia di ➔ Dante Alighieri, scritto in latino per definire i caratteri del volgare illustre, in cui, per [...] significato recondito: nulla del genere nel trattatello di Dante. Analogo l’impianto del De rerum naturis di Rabano Mauro, dove, nel non gli è possibile immaginare la fondazione di una nuova letteratura in volgare senza risolvere preliminarmente i ...
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Assieme ai ➔ nomi, i verbi sono una categoria di parole (➔ parti del discorso) cruciale nell’organizzazione lessicale e grammaticale delle lingue, al punto da essere considerati un universale linguistico: [...] Nella letteratura, specialmente tipologica, sono stati fatti numerosi tentativi di definire le classi di parole degli elementi lessicali che riempiono le posizioni argomentali, ma è in genere assegnato dal verbo: per es., il bambino è agente in il ...
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Malgrado il suo nome antico (che fu recuperato solo in età rinascimentale, riferito a una subarea della regione attuale, così chiamata dopo l’Unità), il Lazio è una regione dalla fisionomia piuttosto recente. [...] da tempo invalso nel napoletano letterario, con l’eccezione di -i, resa in genere con -e (come in luonghe «lunghi»; cfr. Bove riassumere, anche per sommi capi, le vicende di una delle letterature dialettali ‘riflesse’ più ricche e differenziate, ...
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Si assumono come riferimenti cronologici simbolici di questa voce il 1211, anno del primo documento fiorentino conservato, e il 1375, anno della morte di Boccaccio.
Il Duecento è il secolo nel quale il [...] e il provenzale, volgari anch’essi, ma di prestigio, sostenuti da una letteratura che si è da tempo imposta come un genere. Si vedano per es. le Ricordanze di Matteo di Niccolò Corsini, scritte fra il 1362 e il 1375:
Questo libro è di Matteo di ...
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L’area linguisticamente meridionale d’Italia comprende in realtà anche zone che, dal punto di vista geografico, sono ancora centrali, come una parte della provincia di Ascoli Piceno, a sud del fiume Aso, [...] per influsso di alcune vocali finali latine originarie: nelle zone tirreniche e interne di -i e -u, sulla costa adriatica in genere solo di -i ( letteratura dialettale riflessa comincia nel Settecento, con Romualdo Parente (1735-1831), autore di ...
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CESARI, Antonio
Sebastiano Timpanaro
Nacque a Verona il 16 (secondo i biografi; ma il 17 secondo una sua testimonianza in Lettere, a c. di G. Manuzzi, II, p. 236) genn. 1760 da Pietro, "primo scritturale" [...] di giudicare con una certa libertà in fatto diletteratura e di stile, di ammirare, per es., Lucrezio più di Virgilio (Opuscoli linguistici..., pp. 205 s.) e di a cura di G. Guidetti, Reggio Emilia 1914) vogliono continuare il genere boccaccesco e ...
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Il linguaggio dei segni
William C. Stokoe
Gli animali comunicano in molti modi assai complessi. Per esempio, i nostri parenti più vicini nel regno animale, gli scimpanzé, in alcuni momenti gesticolano [...] il significato, perché il contesto, in genere, rende il significato sufficientemente chiaro.
Evoluzione 'udito. Il lavoro di Doreen Kimura (1993) mostra chiaramente che è necessario anche riesaminare tutta la letteratura riguardo gli effetti sul ...
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La norma linguistica può essere definita «come un insieme di regole, che riguardano tutti i livelli della lingua (fonologia, morfologia, sintassi, lessico, testualità), accettato da una comunità di parlanti [...] normativi anche i normari redazionali (in genere piuttosto tradizionalisti) di quotidiani e di case editrici (Palermo 1995 e delle sorelle Errera, in Ead., Sul crinale. Tra lingua e letteratura. Saggi otto-novecenteschi, Firenze, Cesati, pp. 59-131.
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Per contrastare l’interpretazione riduttiva della questione della lingua, considerata come un dibattito sulle varie denominazioni fiorentino, toscano, lingua comune o italiano, cioè equiparata a un’oziosa [...] di Dante. Quanto all’idea che la letteratura avesse in sé la capacità di nobilitare la lingua, riscattandola da eventuali difetti di della parità tra uomo e donna, pubblicate nel 1986; ➔ genere e lingua). Inoltre si è oggi più sensibili, anche da ...
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genere
gènere s. m. [dal lat. genus -nĕris, affine a gignĕre «generare» e alle voci gr. γένος «genere, stirpe», γένεσις «origine», γίγνομαι «nascere»]. – 1. Nel suo sign. più ampio, termine indicante una nozione che comprende in sé più specie...
letteratura
s. f. [dal lat. litteratura, der. di littĕra e littĕrae, secondo il modello del gr. γραμματική (v. grammatica)]. – 1. In origine, l’arte di leggere e scrivere; poi, la conoscenza di ciò che è stato affidato alla scrittura, quindi...