Architetto francese, nato a Parigi il 6 settembre 1928, dove si è laureato all'École nationale supérieure des beaux-arts nel 1959. Dal 1962 al 1970 ha esercitato la professione con J. Deroche. Nel 1969 ha partecipato alla campagna dell'UNESCO per il progetto di valorizzazione della regione di Tunisi-Cartagine. Dal 1968 al 1972 ha insegnato all'École nationale supérieure d'architecture di Strasburgo ...
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Artista, nato a Livorno il 29 agosto 1924. Conseguita la laurea in matematica, dalla fine degli anni Cinquanta si dedica alla pittura. Nel 1962 è invitato alle manifestazioni Collage et Object alla Galerie du Cercle a Parigi e a The New Realists alla Sidney Janis Gallery di New York; alle prime mostre personali (Galleria La Tartaruga, Roma 1963; Cordier and Ekstrom Gallery, New York 1964) fa seguire ...
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Pittore e fotografo francese, nato a Parigi il 6 settembre 1944. Si è dedicato all'arte da autodidatta, dapprima dipingendo opere di grande formato su temi relativi ad avvenimenti drammatici, ma già alla fine degli anni Sessanta ha prodotto cortometraggi (La vie impossible de Christian Boltanski, 1968) e pubblicato note (Recherche et présentation de tout qui reste de mon enfance, 1969; Reconstrution ...
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Compositore e artista concettuale, nato a Firenze il 26 settembre 1926. A Firenze, parallelamente agli studi universitari in matematica e in ingegneria (1946-51), si è dedicato alla musica studiando pianoforte e composizione. Attratto in particolare dalle esperienze di J. Cage, C. ha cominciato a interessarsi a ricerche sperimentali di musica visiva promuovendo nel 1961, con P. Grossi, l'associazione ...
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Scultore, nato a Taranto il 15 febbraio 1932. Abbandonati gli studi di ingegneria, si dedica da autodidatta all'arte. Trasferitosi a Roma, nel 1962 vi fonda il Gruppo 1 (scioltosi nel 1967) con G. Biggi, N. Frascà, A. Pace, P. Santoro e G. Uncini: l'indagine razionale sui problemi della visione e del fare all'interno del rapporto arte-società è il fondamento per superare l'informale. Vincitore del ...
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Stile predominante nel mobilio inglese nella seconda metà del Settecento (con influsso sull'America Settentrionale e sulla Germania e l'Olanda), dal nome dello stipettaio Thomas Chippendale, nato a Otley (Yorkshire) nel 1718, morto nel 1779 a Londra. Nel 1749 il Chippendale, il cui padre era stato pure fabbricante di mobili, aprì un negozio a Londra e nel 1754 pubblicò l'opera che segna una pietra ...
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Architetto e designer argentino, nato il 13 giugno 1943; ha studiato all'università di Princeton conseguendo il Master of Architecture; è stato curatore di design al Museum of Modern Art di New York (1970-76). Appartengono a quel periodo le mostre Italy: the new domestic landscape (1972); The architecture of Luis Barragan (1974); The Taxi project (1976). Cofondatore dell'Institute for architecture ...
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Colonia di diritto romano dedotta nel 183 a. C. lungo la via Emilia, sul luogo dove un insediamento dell'ultimo periodo dell'Età del Bronzo era stato, con ogni probabilità, perpetuato dagli Etruschi e dai Galli. Ma di queste prime fasi urbanistiche l'archeologia offre documentazione solo per la terramare, scoperta dal Pigorini nel 1864 sotto la parte orientale della città moderna, fra via della Repubblica ...
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. Organismo architettonico destinato alla esecuzione e all'audizione di musica, o ambiente per la radioproduzione di musica o di prosa. In America col termine auditorium s'indica un particolare e caratteristico edificio, molto importante nella vita collettiva americana, nel quale, oltre alle esecuzioni musicali e teatrali, si tengono pubbliche riunioni, assemblee, mostre, ecc.
Auditorio musicale (fr. ...
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Architetto, nato a Roma il 27 giugno 1934. Nel 1962 fra i membri fondatori del GRAU (Gruppo Romano Architetti Urbanisti); dal 1987 professore ordinario di composizione architettonica presso la facoltà di Architettura dell'Università di Roma Tre; visiting professor presso l'École spéciale d'architecture (ESA) a Parigi e l'École nationale supérieure de paysage (ENSP) a Versailles. Dal 1974 al 1981 redattore ...
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eco-centrale
s. f. Centrale per la produzione di energia le cui emissioni risultano poco inquinanti per l’ambiente. ◆ Secondo gli 007 dell’ambiente, la eco-centrale creava «un alto tasso di inquinamento prodotto dall’emissione di ceneri, polveri...
megawatt
‹-vàt› s. m. [comp. di mega- e watt]. – Unità di misura della potenza, pari a 106 watt, usata soprattutto per misurare la potenza prodotta, su grande scala, utilizzando le diverse fonti di energia; simbolo: MW.