Questo tipo di racconto fantasticodidascalico, rispondente al bisogno umano di racchiudere entro una cornice narrativa, ove esseri razionali e irrazionali si muovono su un medesimo piano, una verità morale [...] origini, vi ravvisarono un genere dell'umanità primitiva, affine all'epica; mentre coloro che, come il Novalis o il Nietzsche, tennero d'occhio la tradizione esopiana, ne rilevarono (come già il Vico) l'intellettualismo e l'artificiosità.
Lessing fu ...
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Il principio del terzo millennio non vede nuove concezioni, o teorie generali, del diritto. Appartengono ai due secoli precedenti le grandi visioni, le dottrine complessive capaci di segnare una svolta [...] , come il senso ansioso di un inizio o di una fine.
Non possiamo più appoggiarci a nulla; direbbe F. Nietzsche: abbiamo bruciato i vascelli dietro di noi. Tramontati i presupposti religiosi e metafisici, declinate o erose tutte le unità mondane ...
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CULTURA
GGiovanni Busino
Sergio Belardinelli
Maria Chiara Turci
Teoria della cultura
di Giovanni Busino
sommario: 1. Degli usi della nozione. 2. Il rinnovamento del concetto. 3. Dalla cultura alle [...] vita soggettiva.
Su analoghe 'dissonanze', seppure diversamente interpretate, avevano già richiamato l'attenzione Marx e Nietzsche: il primo, come vedremo, imputandole al modo di produzione capitalistico e il secondo alla 'religione nichilistica ...
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Il Contributo italiano alla storia del Pensiero - Storia e Politica (2013)
Niccolò Machiavelli
Gennaro Maria Barbuto
«Essendo voi sempre stato ut plurimum extravagante di opinione dalla commune, et inventore di cose nuove et insolite» (Guicciardini a Machiavelli, Modena, 18 [...] nel Novecento è stato ipotizzato, il principe machiavelliano non è l’Uebermensch, anche se lo stesso Friedrich Nietzsche aveva pensato a eroi machiavelliani, come Cesare Borgia, quando aveva immaginato il Superuomo. Nella concezione machiavelliana il ...
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Oltre la critica
Daniele Giglioli
Fattori della crisi
Di crisi della critica si discute in Italia da più di vent’anni. Anche se, come sempre in questi casi, è fuori luogo cercare un inizio assoluto, [...] da uno scetticismo radicale, generalizzato, aproblematico, che ha preso in parola il motto nietzschiano nel mondo vero divenuto favola dimenticando che per lo stesso Nietzsche la liquidazione del feticcio del mondo vero doveva servire a una messa in ...
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Croce: Rinascimento, Riforma, Controriforma
Salvatore Carannante
L’elaborazione e la determinazione reciproca delle categorie di Rinascimento, Riforma e Controriforma impegnano Benedetto Croce in diversi [...] predicazione di Martin Lutero (1483-1546) il vero atto di nascita della modernità, dall’altro quanti
sulle tracce del Nietzsche ritrovano nel Rinascimento tutte le forze positive alle quali si deve la civiltà moderna, e nella Riforma germanica vedono ...
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Estetica come scienza dell’espressione e linguistica generale
Paolo D’Angelo
Autonomia dell’arte
Opera pubblicata da Croce nel 1902 per Sandron di Palermo, fu ristampata due anni dopo presso il medesimo [...] un’opera di estetica costituisce, se non un unicum (si potrebbe forse citare il caso di Friedrich Wilhelm Nietzsche, in cui però considerazioni sistematiche hanno ben poco significato), certo un fatto assai raro nella storia della filosofia ...
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Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Giuseppe Ledda
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
Nel secolo dell’evoluzionismo darwiniano, mentre alcuni generi, quali la tragedia, l’epica [...] D’Annunzio, concepito in un’età in cui la retorica del superuomo è agitata in Italia dall’influenza della filosofia di Nietzsche e del melodramma wagneriano, si giunge alla prefazione del Trionfo della morte (1893), con la quale l’autore-vate rifiuta ...
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Teoria e storia della storiografia
Marcello Mustè
Nell’Avvertenza (scritta nel maggio del 1916) alla prima edizione italiana di Teoria e storia della storiografia (1917), Croce chiarì che quest’opera, [...] loro unità e distinzione: tornava in gioco, nei confronti delle diverse dottrine di Arthur Schopenhauer o di Friedrich Wilhelm Nietzsche, la persuasione che la volontà non è mai cieca potenza, o semplice vitalità, ma è sempre preceduta e innervata ...
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FACCIO, Rina (Marta Felicina), pseud. Sibilla Aleramo
Lucia Strappini
Nacque il 14 ag. 1876 ad Alessandria, primogenita di Ambrogio e Ernesta Cottino, seguita da due sorelle (Cora, Jolanda) e un fratello [...] dello spirito femminile, cit.), note di viaggio.
E. Cecchi, che aveva stroncato Il passaggio ("un po' di Ibsen e un po' di Nietzsche capiti male", in La Tribuna, 27 genn. 1921, p. 3), giudicò quella di questi brani "la vostra prosa più bella" (lett ...
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nietzschiano
‹niččàno› (o nicciano) agg. – Di F. W. Nietzsche e della sua dottrina (v. la voce prec.): il pensiero n.; il superuomo n.; conforme al pensiero di Nietzsche o comunque influenzato da esso: estetismo nietzschiano. Come sost., seguace...
patografico
agg. Che ricostruisce le caratteristiche patologiche di un personaggio storico, sulla base di testimonianze biografiche e delle sue stesse opere. ◆ [Sigmund] Freud non incoraggerà il progetto di un saggio su [Friedrich] Nietzsche,...