Hobsbawm, Eric John Ernest
Hobsbawm, Eric John Ernest. – Storico britannico (Alessandria d'Egitto 1917 - Londra 2012), di origineebraica. Dopo aver vissuto a Vienna e Berlino, si trasferì in Gran Bretagna [...] negli anni Trenta e compì gli studi universitari e postuniversitari al King’s College di Cambridge. La sua lunga carriera universitaria si è sviluppata tra il Birkbeck College di Londra, dove tra il 1970 ...
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Neurath, Otto
Filosofo e sociologo austriaco (Vienna 1882 - Oxford 1945). Studiò scienze economiche e sociali, laureandosi nel 1906 a Berlino. Fu tra i maggiori esponenti del positivismo logico (➔) e [...] una serie di congressi tra il 1929 e il 1939, che favorirono la diffusione delle idee neopositivistiche in Europa. Di origineebraica, dal 1935 si trasferì in Olanda e dopo l’occupazione tedesca di questo paese passò, nel 1940, in Inghilterra. Nel ...
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Burton, Tim
Burton, Tim. – Regista e sceneggiatore statunitense (n. Burbank 1958). Divenuto da tempo regista di fama e apprezzamento internazionali, nel 2001 ha girato Planet of the apes (Il pianeta [...] Ancora nel 2005, B. è tornato al film d’animazione, con Corpse bride (La sposa cadavere), da una leggenda di origineebraica, il primo film digitale nel proprio genere, ricco di una straordinaria gamma di disegni e colori. La sua vena provocatoria e ...
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Reich, Steve
Reich, Steve (propr. Stephen Michael). – Compositore statunitense di origineebraica (n. New York 1936). Compiuti gli studi musicali presso la Juilliard school (1958-61) e il Mills college [...] di Oakland (1962-63) sotto la guida di L. Berio e D. Milhaud, nel 1966 fonda l’ensamble Steve Reich and musicians. In breve tempo si afferma come uno dei più autorevoli esponenti del minimalismo musicale ...
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Bieberbach
Bieberbach Ludwig (Goddelau, Hessen, 1886 - Oberaudorf, Baviera, 1982) matematico tedesco, noto per i suoi lavori in analisi complessa e le sue applicazioni in altri settori della matematica. [...] sostenitore del regime nazista, ma contribuì in modo attivo alla estromissione di suoi colleghi matematici di origineebraica, quale per esempio E. Landau, dall’insegnamento universitario e propugnò un movimento denominato Deutsche Mathematik ...
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Kertesz, Imre
Kertész, Imre. – Scrittore e traduttore ungherese (n. Budapest 1929). Di origineebraica, all'età di quattordici anni viene deportato ad Auschwitz, successivamente trasferito a Buchenwald [...] e infine liberato nel 1945. Tornato in Ungheria, unico sopravvissuto della famiglia, nel 1948 inizia una breve collaborazione come giornalista presso il quotidiano Világosság di Budapest, che nel 1951 ...
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Severi
Severi Francesco (Arezzo 1879 - Roma 1961) matematico italiano. Iniziò gli studi matematici nell’ambito della scuola torinese, caratterizzata agli inizi del secolo dalle figure di C. Segre, V. [...] al partito fascista e accettò, quanto meno silenziosamente, l’allontanamento dalle università italiane di molti suoi colleghi di origineebraica, in seguito alle leggi razziali. Nel 1938 fondò a Roma e diresse l’Istituto nazionale di alta matematica ...
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Dreyfus, Alfred
Ufficiale francese (Mulhouse 1859-Parigi 1935). Di famiglia ebraica, addetto al comando del corpo di stato maggiore, nel 1894 fu degradato e condannato alla deportazione a vita per alto [...] Il processo ebbe una vasta risonanza, alimentata anche dal fatto che D. era l’unico ufficiale di stato maggiore di origineebraica, il che valse a scatenare tra i nazionalisti un’ondata di violento antisemitismo, mentre le simpatie per il condannato ...
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Hershko, Avram
Hershko, Avram. – Biochimico ungherese (n. Karcag 1937), naturalizzato israeliano. Di origineebraica, dopo la guerra emigrò con la famiglia in Israele (1950). Ha lavorato presso la University [...] of California a San Francisco (1969-71) e successivamente presso il Technion, Istituto israeliano di tecnologia ad Haifa. Insieme ad Aaron Ciechanover (con il quale ha collaborato al Technion) e a Irwin ...
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Il complesso delle azioni umane nel corso del tempo, nel senso sia degli eventi politici sia dei costumi e delle istituzioni in cui esse si sono organizzate. Modernamente, anche tutto ciò che le condiziona [...] Né la concezione lineare costituisce la caratteristica distintiva della visione ebraica della s., e neppure di quella cristiana. A base della quindi nella s. della Chiesa ritenuta istituzione di origine divina. In questa maniera la s. profana risulta ...
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alleluia
allelùia s. m. [dal lat. alleluia, gr. ἀλληλούια, traslitt. dell’ebr. hallĕlū Yāh, hallĕlū «lodate» e Yāh, forma breve del nome proprio della divinità Yahweh nel monoteismo ebraico], invar. – Esclamazione di gioia in inni e orazioni...
purim
purìm s. m. [voce ebraica, Pūrīm, plur. di pūr «sorte»]. – Festa ebraica che, secondo il libro biblico di Ester, ricorda il giorno in cui gli Ebrei di Persia, sotto il regno di Serse, si salvarono dallo sterminio che il ministro Aman...