Martinelli, Elsa
Francesco Costa
Attrice cinematografica, nata a Grosseto il 13 gennaio 1935. Bruna, longilinea e con grandi occhi scuri, così da essere lanciata come la Audrey Hepburn italiana, la [...] debutta a Hollywood senza aver mai recitato né al cinema né in teatro. Tornata in Italia, fu chiamata a lavorare in due film d' nel gioioso e trasgressivo Del'amour (1965; La calda pelle) di Jean Aurel, ispirato all'opera omonima di Stendhal. Nel ...
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Vecchiali, Paul
Edoardo Bruno
Regista e sceneggiatore cinematografico corso, nato ad Ajaccio il 20 aprile 1930. Amore, tenerezza, anarchia sono i temi di un'opera incentrata su una scrittura filmica [...] che nel teatro di Jean de main (1975) l' opere della fine degli anni Settanta (La machine, 1977, e Corps à cœur, 1979, Corpo a cuore) i ritmi della scrittura filmica accompagnano i personaggi nella comprensione del diverso e del diritto ad amare, ma l ...
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Carpi, Fiorenzo
Paolo Patrizi
Compositore, nato a Milano il 19 ottobre 1918 e morto a Roma il 21 maggio 1997. Fu musicista eclettico, tenacemente alla ricerca del 'nuovo' ma sempre fedele a un'estetica [...] genere cameristico e sinfonico e per due volte tentò l'avvicinamento al teatro d'opera, ispirandosi a F. Kafka per La metamorfosi, del con un regista francese solo nel 1974 per La chair del'orchidée (Un'orchidea rosso sangue) di Patrice Chéreau. Nel ...
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Testimonianze - Luchino Visconti
Marco Tullio Giordana
Luchino Visconti
I suoi film li ho visti nell'adolescenza. Già sapevo qualcosa sul cinema, sullo star system, sulla celebrità del metteur en scène. [...] ‒ Franco Rosi, Franco Zeffirelli, Aldo Trionfo, Giuseppe De Santis, per dirne qualcuno ‒ quanto a registi senza vera italiano opera retroattivamente dopo averne subito per quasi un trentennio la soggezione.
Tutto il teatro (e l'opera lirica) ...
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The Phantom of the Opera
Antonio Faeti
(USA 1925, Il fantasma dell'Opera, bianco e nero/colore, 101m a 20 fps); regia: Rupert Julian, (sequenze aggiunte nella versione sonora) Edward Sedgwick, Ernst [...] Universal-Jewel; soggetto: dal romanzo Le fantôme del'Opéra di Gaston Leroux; sceneggiatura: Raymond Schrock, una maschera. La sua vita reclusa è tutt'uno con quella del teatro; lì vede e s'innamora di Christine, giovane soprano graziosa e inesperta ...
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Arrighi, Luciana
Stefano Masi
Scenografa e costumista cinematografica, nata a Rio de Janeiro, nel 1942, da madre australiana. Nel ricreare ambientazioni ottocentesche o dei primi anni del Novecento, [...] seguito il lavoro per il cinema a quello per il teatro e l'Opera. Trascorso un periodo a Parigi, si trasferì a film la descrizione della tenuta di Darlington Hill, il rispetto per l'esattezza storica nel ricostruire le grandi sale, le cucine o i ...
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Operazione con cui un film viene dotato di un sonoro diverso da quello originale, per eliminare difetti tecnici o di recitazione, o trasferire il parlato in una lingua diversa.
Cenni storici
L’avvento [...] . italiana, che nel tempo ha visto impegnati attori prestigiosi, sia di teatro (A. Pagnani, P. Stoppa, R. Morelli, G. Albertazzi, D. Hoffmann, R. De Niro, Al Pacino.
All d. vero e proprio bisogna adattare l’opera originale. Nella prima fase si procede ...
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Filosofia
Movimento filosofico tendente a rivalutare l’esistenza obiettiva del reale, soprattutto contro il soggettivismo della filosofia idealistica. Come movimento filosofico il n. sorse tra la fine [...] teatro di posa e la scelta prevalente degli ambienti e di un parlato naturale, a volte dialettale, mai da doppiaggio. L’opera dei Malavoglia di G. Verga; Ladri di biciclette di De Sica, sceneggiatura di Zavattini, dove la cinepresa segue la disperata ...
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(gr. ᾿Ορϕεύς, lat. Orpheus; etimologia discussa, forse da una radice comune al gr. ὀρϕανός e lat. orbus, con un significato di "solitudine", "privazione", che ricorre in nomi e termini aventi riferimento [...] de la Barca nell'auto El divino Orfeo (1663). Nel sec. 20° il mito di Orfeo è stato più volte rielaborato da J. Cocteau, nel teatro Haydn; il poema sinfonico Orpheus (1854) di F. Liszt; l'opera comica Orphée aux Enfers (1858) di J. Offenbach; il ...
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Regista e attore libanese (n. Beirut 1941). Di padre francese e madre libanese, si è avvicinato al teatro durante gli studi in Medicina (Università di Saint Joseph). Ha debuttato nel 1962 nel ruolo di [...] direttore del primo Teatro Stabile della capitale, nel 1968 ha dato vita al Laboratorio Teatrale di Beirut (insieme con N. al-Ashkar). In questo periodo ha diretto la controversa Majdalun (1969); apertamente pro-palestinese, l’opera è stata tacciata ...
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mondo2
móndo2 s. m. [lat. mŭndus (voce d’incerta origine), che designò dapprima la volta celeste e i corpi luminosi che la popolano, poi la Terra e i suoi abitanti, assumendo poi, nel linguaggio della Chiesa, anche un sign. più ristretto,...
posa
pòsa s. f. [der. di posare]. – 1. Pausa, sosta, più o meno lunga, che interrompe la continuità di un’attività, e spec. di una fatica, di una condizione penosa e sim.; in questa accezione è quindi spesso sinon. di requie, pace, riposo,...