NICOLA Rhabdas (compare anche sotto la forma Artavasdan)
Giorgio Diaz de Santillana
Monaco greco, di Smirne, scrisse nel 1341 sull'aritmetica, in particolare su quella forma assai primitiva che è il [...] calcolo digitale, già trattato da Beda il Venerabile. Pubblicò l'opera di Massimo Planude (v.). Si può considerare l'ultimo rappresentante della matematica greca; dopo lui la tradizione degli studî matematici si perde a Bisanzio, per riaccendersi un ...
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SERGIO I, papa, santo
Vera von Falkenhausen
SERGIO I, papa, santo. – Secondo il Liber pontificalis, principale fonte di informazioni su di lui, Sergio nacque a Palermo. Non si conosce l’anno di nascita. [...] è legato in particolare alla storia della Chiesa inglese. Infatti, egli è spesso menzionato nelle cronache medievali inglesi, da Beda il Venerabile a Guglielmo di Malmesbury: anche se non tutte le lettere tramandate sotto il suo nome da quest’ultimo ...
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La scienza bizantina e latina: la nascita di una scienza europea. Relazioni culturali fra Est e Ovest
Juan Vernet Ginés
Julio Samsó
Charles S.F. Burnett
Pietro B. Rossi
Tzvi Langermann
Relazioni [...] astronomiche latine (come il De temporum ratione di Beda, l'anonimo Computus Graecorum sive Latinorum, o il astri risulta chiaramente da quanto egli stesso scriveva a Pietro il Venerabile, in una lettera che accompagnava la sua traduzione del Corano ...
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FONTI
M. Bernardini
Gli studiosi che all'epoca della Controriforma per primi si dedicarono allo studio dei monumenti cristiani di età tardoantica e medievale erano filologi come Panvinio e Alemanno, [...] pp. 5-13). Tra le cronache altomedievali di carattere biografico, la più antica e importante è la Historia abbatum scritta da Beda il Venerabile, il quale, entrato nel 680 all'età di sette anni nel monastero di Wearmouth, fondato soltanto nel 674, ne ...
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allegoria
Jean Pépin
Per valutare correttamente il posto occupato dall'a. nell'opera sia di D. che di qualunque altro, bisogna intendersi anzitutto sul significato del termine.
La nozione di A. - Le [...] , che le corrispondono perfettamente. Più avveduti di certi storici moderni (quale il De Lubac nel luogo prima citato, pp. 181-182), Beda il Venerabile (De Tabern. I 6, P. L. 91, 410 B). Rabano Mauro (Comment. in Exod. III 11, P. L. 108, 147 D ...
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Gli Actus Silvestri tra Oriente e Occidente
Storia e diffusione di una leggenda costantiniana
Tessa Canella
Con il titolo di Actus Silvestri è stata tramandata nei più antichi manoscritti una delle [...] , la guarigione dalla lebbra e il battesimo di Costantino, la disputa con i dodici rabbini50. Nello stesso periodo Beda il Venerabile narra la leggenda nel discorso De inventione Sanctae Crucis, modificandone alcuni particolari: è il veleno del drago ...
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storiografia
storiografìa
Scienza e pratica dello scrivere opere relative a eventi storici del passato, in quanto si possano riconoscere in essa un’indagine critica e dei principi metodologici.
Storiografia [...] della continuità ideale della dominazione romana, di cui le gentes germaniche hanno in qualche modo meritato il retaggio.
Con Beda il Venerabile ci troviamo di fronte a un terzo esito dell’intreccio fra tradizione classica della storia e spirito del ...
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Enciclopedia delle Scienze Sociali I Supplemento (2001)
Etnici, conflitti
Daniele Conversi
Introduzione
I conflitti etnici costituiscono ormai la maggiore causa e il principale catalizzatore di guerre interne ed internazionali. La guerra fredda aveva apparentemente [...] al 730, con la stesura della Storia ecclesiastica delle genti inglesi (Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum) da parte di Beda il Venerabile (c. 673-735) (v. Hastings, 1997, pp. 35-39).Infine, John Armstrong (v., 1983) parla di 'nazioni prima ...
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PORTALE ISTORIATO
Y. Christe
L'idea di ornare l'ingresso di una chiesa con una decorazione sontuosa, intesa a fare immediatamente percepire l'importanza del luogo cui si accede, è documentata già nel [...] al Giudizio universale. Come è pure frequente la loro partecipazione cuncto tempori saeculi, secondo la formula di Beda il Venerabile (Explanatio Apocalypsis; PL, XCIII, col. 144), a una liturgia presente e perpetua nella reggia-tempio celeste. I ...
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numero
Antonietta Bufano
Gian Roberto Sarolli
All'accezione più comune, secondo la quale il termine designa una cifra, vanno ricondotte 'quasi tutte le occorrenze della Vita Nuova, con riferimento [...] temporum sollecitata dai Vangeli, Augustino discente, aveva additato alla tradizione e ad autori più o meno illustri, come Beda il Venerabile (De Temporum ratione, Patrol. Lat. XC 293) o il ripetitore, Rabano Mauro (il già citato De Universo), fino ...
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