giudizio
giudìzio (ant. giudìcio, iudìcio) s. m. [dal lat. iudicium, der. di iudex -dĭcis «giudice»]. – 1. a. L’attività logica del giudice, consistente nell’applicare le norme di legge al fatto da lui [...] l’accertamento dei fatti; g. di merito, se riguardano il diritto sostanziale; g. di rito, se riguardano lo svolgimento del era ritenuto innocente del misfatto. 2. a. In filosofia, funzione logica che connette, affermativamente o negativamente, un ...
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giusrealismo
s. m. [der. della locuz. lat. ius reale «diritto reale», sul modello di giusnaturalismo]. – Nella filosofia del diritto, orientamento di pensiero (denominato, più comunemente, realismo giuridico) [...] il complesso di tutte quelle teorie, anche molto diverse l’una dall’altra, che privilegiano l’effettività del diritto e la sua applicazione all’esistente (in termini, soprattutto, di comportamenti e atteggiamenti sociali) a scapito degli eccessi ...
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dottrina
s. f. [dal lat. doctrina, der. di docere «istruire»]. – 1. a. ant. Insegnamento o apprendimento di nozioni relative al sapere in genere o a una determinata disciplina: quinci nasce che mai a [...] ecc. Anche, l’insieme dei principî di un particolare sistema filosofico, o affermazione di principî relativi a un determinato problema: .; l’ora della dottrina. 3. Elaborazione scientifica del diritto: la d. e la giurisprudenza; anche, l’insieme ...
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umanesimo
umanéṡimo (raro umanismo) s. m. [der. di umano, in parallelismo con umanista, prob. con influenza del ted. Humanismus]. – 1. Nella storiografia moderna, termine (di origine ottocentesca) con [...] sec. 16°, che rinnovò lo studio del diritto introducendo metodiche storiche e filologiche ignote alla tradizione o educazione dell’uomo, sia per l’impostazione antropocentrica della riflessione filosofica: quindi si suole dire u. di Socrate, u. di ...
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nominalistico
nominalìstico agg. [der. di nominalismo e, nel sign. 2, di nominale] (pl. m. -ci). – 1. Relativo al nominalismo: la concezione, la soluzione n. del problema degli universali, in filosofia; [...] politico e giornalistico, con riferimento generico a discussioni che vertono su parole e non su problemi concreti. 2. In diritto, principio n., principio per il quale alla moneta avente corso legale è attribuito un potere liberatorio pari al valore ...
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condizionale
agg. [dal lat. tardo (dei grammatici e dei giuristi) conditionalis, der. di conditio -onis «condizione»]. – In genere, che esprime condizione, che è sottoposto a una condizione: clausola [...] se, qualora e, in qualche caso, quando. 2. In diritto, sospensione c. dell’esecuzione della pena (o condanna c., o adempie agli obblighi impostigli, il reato è estinto. 3. a. In filosofia, è talvolta sinon. di ipotetico. b. In logica matematica, come ...
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canone
cànone s. m. [dal lat. canon -ŏnis, gr. κανών -όνος (der. di κάννα «canna»), termine che indicò originariamente la canna, e quindi il regolo usato da varî artigiani, da cui poi, sin dall’età omerica, [...] umane; c. della morale, c. della buona educazione, ecc. Nella filosofia epicurea e, nell’età moderna, spec. in quella di Kant e di significò anche la regola monastica). 3. a. In diritto, furono detti canoni le norme di carattere giuridico che la ...
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capitolo
capìtolo s. m. [dal lat. capitŭlum, dim. di caput -pĭtis «capo»; nel sign. 3, prob. dall’uso di leggere in adunanza un capitolo della regola o un passo della Sacra Scrittura]. – 1. a. Ciascuna [...] primi c. del «Principe»; riassumere un c. del testo di filosofia, studiare un c. del manuale di chimica. I capitoli possono la sala capitolare). e. fig. Avere voce in c., aver diritto o facoltà di proporre, di decidere, avere autorità fra i colleghi ...
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fondazione
fondazióne s. f. [dal lat. fundatio -onis, der. di fundare «fondare»]. – 1. L’opera, l’attività di fondare, in senso proprio: iniziare la f. di una palazzina; terreno adatto alla f.; sistemi [...] ’ingl. foundation, il termine è inoltre usato nella filosofia contemporanea per indicare l’insieme dei principî, delle nozioni o proprî della Chiesa. Con senso più ristretto, in diritto canonico sono denominati f. ecclesiastiche i beni temporali dati ...
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forma
fórma s. f. [lat. fōrma]. – 1. a. L’aspetto esteriore con cui si configura ogni oggetto corporeo o fantastico, o una sua rappresentazione: f. circolare, quadrata, ovale, sferica, regolare, irregolare; [...] per es. al poema sinfonico) uno schema prefisso. c. In filosofia, con accezioni varie: nella concezione platonica, l’essere vero, l della f., in psicologia, v. Gestalttheorie. d. In diritto, veste esteriore di un atto, necessaria perché l’ambiente ...
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diritto, filosofia del
Disciplina che indaga la complessa fenomenologia dell’esperienza giuridica, ricercandone il senso profondo attraverso una riflessione sul fondamento del diritto e dell’idea di giustizia ( ➔), sulla natura della legge,...
Filosofo italiano del diritto (Lecce 1877 - Firenze 1970); prof. dapprima di istituzioni di diritto romano, poi (1928-53) di filosofia del diritto nell'univ. di Firenze, si è occupato di diritto romano, di sociologia, di filosofia del diritto...