carita
carità s. f. [lat. carĭtas -atis, propr. «affetto, amore», der. di carus «caro»]. – 1. L’amore che, secondo il concetto cristiano, unisce gli uomini con Dio, e tra loro attraverso Dio: fervore, [...] , schermendosi: per c., non ci fate del male!; per c., non ci penso neppure!; anche in fine di frase, con sign. simile a «tutt’altro, neanche per sogno»: io, sperare qualcosa da lui? per carità! 4. letter. Amore, affetto, particolarmente verso ...
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palesare
paleṡare v. tr. [der. di palese] (io paléṡo, ecc.). – Rendere palese, far conoscere, quindi in genere manifestare, rivelare, o svelare: p. le proprie intenzioni, i proprî sentimenti, le proprie [...] idee; p. un desiderio, un segreto; pensò di non p. a alcuna persona chi fossero (Boccaccio); un sospiro Palesa quello che celar vorrei (Giusti). Come rifl. e intr. pron., manifestarsi, rivelarsi: al primo palesarsi della malattia, all’insorgere dei ...
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raffreddare
v. tr. [der. di freddo, col pref. ra-] (io raffréddo, ecc.). – 1. Rendere freddo o più freddo: raffreddò l’acqua con cubetti di ghiaccio; la pioggia ha raffreddato l’aria. Come intr. pron., [...] parole raffreddò il suo entusiasmo, la sua foga; il suo comportamento ha molto raffreddato la mia simpatia per lui; pensò con gli altrui danni r. il suo fervente amore (Boccaccio). Nel linguaggio econ., rallentare, frenare l’aumento di determinati ...
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vecchio
vècchio agg. e s. m. [lat. tardo e pop. vĕclus per il lat. class. vĕtŭlus, dim. di vetus «vecchio»]. – 1. a. Che è molto avanti negli anni, che è nell’età della vecchiaia (contrapp. a giovane [...] la sua v. mamma; i suoi v. genitori; due v. sposi; Io e ’ compagni eravam vecchi e tardi (Dante); sono diventato v.; mi sento passato ieri a vedere la v. casa, quella in cui abitavo prima; penso che tornerò al v. sistema, ai v. rimedî, al sistema, ai ...
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perche
perché avv. e cong. [comp. di per e che1 o che2]. – Grammaticalmente, oltre alle funzioni di avverbio interrogativo e di congiunzione, che sono le più frequenti, può avere quella di pronome relativo [...] (per il quale, per la quale): vi dirò la ragione p. la penso diversamente; non c’era un motivo p. se ne andasse così all’improvviso. o ipotetico più o meno avvertibile: e voi non gravi Perch’io un poco a ragionar m’inveschi (Dante); Né gli giova a ...
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differente
differènte agg. [dal lat. diffĕrens -entis, part. pres. di differre «esser diverso»]. – Che ha natura o qualità dissimili da quelle di un altro oggetto o persona con cui è confrontato: il [...] d.; sono due caratteri differenti. È in genere sinon. di diverso, che è anche più com. nell’uso. ◆ Avv. differenteménte, in modo differente: io la penso differentemente da te; tutti fanno bello il primo giro, E differentemente han dolce vita (Dante). ...
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adonestare
(ant. aonestare) v. tr. [der. di onesto] (io adonèsto, ecc.), letter. – Fare apparire onesto, giustificare: la virtù di chi benefica adonesta i benefizî (Foscolo); pensò di adonestare con [...] una onesta cagione la disonestà dell’animo suo (Machiavelli) ...
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dolce1
dólce1 agg. [lat dŭlcis]. – 1. Di sapore (di cui è prototipo quello dello zucchero) che costituisce, con l’amaro, il salato e l’acido, una delle quattro sensazioni gustative fondamentali e che [...] d., guardare teneramente o mostrando di desiderare ardentemente la persona o l’oggetto. c. Mite, benigno, cortese: io son troppo d. di cuore, non penso che a levar di mezzo gli ostacoli, a facilitar tutto, a far le cose secondo il piacere altrui, e ...
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meritometro
s. m. Sistema ideato per determinare aumenti retributivi commisurati a un effettivo incremento della produttività nel lavoro. ◆ Molti si ingegnano in questi giorni per stabilire una sorta [...] quale, appunto, pagare meglio gli insegnanti meritevoli. Penso sia una strada molto accidentata e difficilmente praticabile anche Non è la figura dell’insegnante, globale ? Molto meglio, io credo, curare al massimo l’accesso alla professione con una ...
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opinione
opinióne (ant. oppinióne) s. f. [dal lat. opinio -onis, affine a opinari «opinare»]. – 1. Concetto che una o più persone si formano riguardo a particolari fatti, fenomeni, manifestazioni, quando, [...] inveterata; è ormai o. invalsa, prevalente, comune, generale, unanime, universale; formarsi un’o. propria; dire, esprimere la propria o.; io la penso così, ma, ripeto, questa è solo una mia o. (o una semplice o., nulla più che un’o.); secondo la mia ...
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oltrapagato
Solo in Rime XCI 52 Quand'io penso un gentil disio... / parmi esser di merzede oltrapagato. Il vocabolo è " un composto di gusto provenzale " (Contini), conforme alla dotta elaborazione che caratterizza tutta la lirica.
Pronome di 1ª persona, usato cioè dalla persona (o cosa personificata) che parla quando si riferisce a sé stessa. Sia nel linguaggio della filosofia e psicologia sia nell’uso corrente, designa la personalità umana, l’uomo in quanto ha coscienza...