rima1
rima1 s. f. [prob. lat. rhythmus «ritmo»]. – 1. L’identità di suono nella terminazione di due parole, dalla vocale tonica in poi, che si sente soprattutto quando le due parole sono a poca distanza [...] obbligata, v. obbligato; r. femminili, nella metrica francese (rimes féminines), tra parole che terminano con una o più lettere mute (per es., fête - tête, ils appellent - ils renouvellent). La rima può anche consistere nella ripetizione della stessa ...
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cifra
(ant. cìfera) s. f. [dal lat. mediev. cifra, e questo dall’arabo ṣifr «nulla, zero», che è un calco del sanscr. śūnyá «vuoto, zero»]. – 1. a. Ciascuno dei segni con cui si rappresentano graficamente [...] si può reinterpretare (decifrare) solo con la chiave: trasmettere in cifra; per non mandare imbasciate a bocca, scrivono lettere in cifera (Machiavelli); ufficio cifra, nei ministeri e negli alti comandi militari, l’ufficio incaricato di cifrare e ...
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cifrario
cifràrio s. m. [der. di cifra]. – Scritto che contiene la «chiave» per interpretare una determinata cifra o scrittura convenzionale. Si chiamano anche cifrarî (o codici telegrafici) le liste [...] cifranti, generalmente costituite da gruppi di lettere o cifre o da parole convenzionali suscettibili di trasmissione telegrafica. ...
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attesa
attésa s. f. [der. di attendere]. – 1. L’attendere, e il tempo che si attende: l’a. del treno; sala d’a., d’aspetto; fare una lunga attesa. Anche, lo stato d’animo di chi attende, cioè il desiderio, [...] . Molto com. la locuz. avv. in attesa, aspettando: in a. di conoscere l’esito; essere, restare in a.; spec. nelle lettere: in a. d’una tua risposta, ti saluto cordialmente; di più recente diffusione, la locuz. agg. di attesa, per indicare, anche ...
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onorificenza
onorificènza s. f. [dal lat. tardo honorificentia «onore, motivo d’onore», der. di honorifĭcus (v. onorifico)]. – Pubblica distinzione onorifica (per es., conferimento di un ordine cavalleresco, [...] al merito della Repubblica Italiana, conferibile sia a italiani sia a stranieri per alti meriti nel campo delle scienze, lettere, arti, economia, attività politiche e sociali; l’Ordine al merito del lavoro, concesso annualmente a 25 cittadini (i ...
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trasferibile
trasferìbile agg. [der. di trasferire]. – Che si può trasferire, che può essere trasferito: un funzionario non t., o t. solo a domanda; diritto t., credito t., che può passare da un titolare [...] o accreditato a richiesta di costui nel suo conto corrente. Caratteri t. (o assol. trasferibili, s. m.), lettere, numeri, segni convenzionali, piccoli disegni che possono essere passati mediante pressione da un foglio di supporto, di plastica ...
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sgualcire
(meno com. gualcire) v. tr. [dal germ. *walkjan] (io sgualcisco, tu sgualcisci, ecc.). – Spiegazzare, far prendere grinze o pieghe a indumenti e capi di biancheria nuovi o stirati, a fogli [...] delle pieghe, delle grinze: la tovaglia di lino si è già sgualcita. ◆ Part. pass. sgualcito, anche come agg., spiegazzato, pieno di grinze: una camicia, una tovaglia sgualcita; un cappellaccio tutto sgualcito; un foglio di carta da lettere sgualcito. ...
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calligraficita
calligraficità s. f. [der. di calligrafico], non com. – Aspetto o carattere calligrafico, detto in partic. della scrittura (per es. quella gotica) che si presenta con lettere accurate, [...] aggraziate, artificiose, con abbondanza degli elementi decorativi ...
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catena
caténa s. f. [lat. catēna]. – 1. a. Mezzo di collegamento e di unione fatto di più anelli di ferro o d’altro metallo passati l’uno dentro l’altro, che serve per tener saldamente legate cose, animali, [...] la totalità di una terza società, e così di seguito. Rima a c., nella metrica, lo stesso che rima incatenata. Lettere a catena (dette anche catena di s. Antonio, catena della felicità, ecc.), invito scritto a prendere iniziative di ordine religioso ...
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pinza1
pinza1 s. f. [dal fr. pince, pl. pinces, der. di pincer «pizzicare»]. – 1. Per lo più al plur. (le pinze, un paio di pinze), utensile formato da due branche d’acciaio unite a cerniera cosicché [...] tipografia, piccolo arnese (detto anche molletta) con branche a punta e con impugnatura a punteruolo, usato per estrarre lettere e interlinee dalla composizione (il punteruolo è usato invece per legare il pacco della forma). Anche, denominazione di ...
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Lettere
Jean-Jacques Marchand
Denominazione consueta del carteggio privato, che comprende le lettere inviate (un’ottantina) e ricevute (circa 250) tra il 1497 e il 1527. Ne fanno parte, in effetti, anche lettere ‘semiprivate’, cioè inviate...
Le lettere doppie (dette anche geminate, dal lat. gemino «raddoppio») sono la rappresentazione grafica delle consonanti che, in posizione intervocalica, vengono pronunciate al grado intenso, cioè con energia articolatoria superiore rispetto...