improvvisto
(o improvisto) agg. [comp. di in-2 e provvisto, part. pass. di provvedere nelle due accezioni di «fornire» e «prevedere»], ant. – Impreparato alla sorpresa o alla difesa: assaltare il nimico [...] improvisto (Machiavelli). Locuz. avv. all’improvvista, di sorpresa, improvvisamente. ...
Leggi Tutto
sasso
s. m. [lat. saxum]. – 1. a. Roccia compatta, materia pietrosa: le fondamenta della casa poggiano sul s.; una grotta scavata nel s.; è un terreno povero: affondando la zappa si trova subito il sasso. [...] ); desiderio arei [= avrei] che questi signori Medici mi cominciassino adoperare, se dovessino cominciare a farmi voltolare un s. (Machiavelli). c. Più comunem., piccolo frammento di pietra, ciottolo: una strada piena di sassi; scagliare un s.; a un ...
Leggi Tutto
spesso1
spésso1 agg. [lat. spissus]. – 1. agg. a. Che si presenta denso e fitto: su tutta la zona c’era una s. nebbia; un fumo s. e nerastro; ant. o region. con riferimento alla densità di un liquido, [...] di legno deve essere s. almeno cinque centimetri. 2. agg. Numeroso, frequente: di che nascano [=nascono] le s. ribellioni (Machiavelli); l’anatomia nacque con la s. osservazione degli aruspici sull’entragne delle vittime (Vico); percote a s. tocchi ...
Leggi Tutto
rompitore
rompitóre s. m. (f. -trice) [der. di rompere], non com. – 1. Chi rompe: il r. del vetro dovrà ripagarlo; più spesso, in senso fig.: r. della tregua, della pace; r. di fede e crudele (Machiavelli); [...] in espressioni pop.: un gran r. di scatole (più com., rompiscatole). 2. Sinon. di frantoio ...
Leggi Tutto
riaggravare
v. tr. [comp. di ri- e aggravare]. – Aggravare di nuovo; nell’intr. pron., tornare ad aggravarsi: le condizioni del malato si sono riaggravate; ant., senza la particella pron. (aus. essere): [...] Cosimo riaggravò nel male, di qualità che passò di questa vita (Machiavelli). ...
Leggi Tutto
irrito
ìrrito agg. [dal lat. irrĭtus, comp. di in-2 e ratus «fissato, stabile, valido», part. pass. di reri «stabilire»]. – Nel linguaggio giur. (ant.), privo di valore legale, detto di una legge, di [...] ., nell’uso letter., senza effetto, privo di validità, inutile, vano: quante promesse sono state fatte i. e vane per la infidelità de’ principi (Machiavelli); E cerca assai, perché gli porta amore, Di fargli quel pensiero i. e nullo (Ariosto). ...
Leggi Tutto
insegna
inségna s. f. [lat. insĭgnia, pl. del sost. neutro insigne «segno, insegna», comp. di in-1 e signum «segno»]. – 1. In genere, qualsiasi segno o contrassegno visibile, che sia distintivo di una [...] regina benedetta virgo Maria (Dante); quel nome della libertà, che costoro, per adonestare la loro impresa, avevano preso per i. (Machiavelli); servire da i., prestare il proprio nome o la propria autorità a profitto di altri o per dar lustro a un ...
Leggi Tutto
insegnamento
insegnaménto s. m. [der. di insegnare]. – 1. a. L’attività e l’ufficio dell’insegnare, in quanto abbia un metodo, una continuità e un oggetto ben definito (arte, mestiere, materia scolastica, [...] gli i. avuti; trarre frutto dagli i. paterni, materni; tenere conto di un i.; gli i. della storia, dell’esperienza; l’i. di Machiavelli, di Vico, l’alto i. manzoniano (attraverso le loro opere, la loro arte); l’errore altrui vi serva d’insegnamento. ...
Leggi Tutto
impune
avv. e agg. [dal lat. class. impune avv., lat. tardo impunis agg., comp. di in-2 e poena «pena, punizione»], letter. – 1. avv. Lo stesso che impunemente (di cui è molto meno com.): speranza di [...] potere i. errare (Machiavelli). 2. agg. Impunito: malfattore, delitto i.; lasciare i. un misfatto (o, riferito al misfatto, restare, rimanere impune). ...
Leggi Tutto
satira
sàtira s. f. [dal lat. satŭra, femm. dell’agg. satur «pieno, sazio» e per estens. «vario, misto» (anche, con valore negativo, «confuso»), secondo antiche interpretazioni connesso con la lanx satura, [...] o atteggiamento che riveste, sia pure parzialmente e in modo non esplicito, carattere e intenti satirici: la «Mandragola» del Machiavelli è una s. dell’ignoranza, della vanità e della superstizione; questa commedia vuol essere una s. della chiusa ...
Leggi Tutto
Pensatore e letterato (Firenze 3 maggio 1469 - ivi 21 giugno 1527). Figlio di Bernardo, dottore in legge (1430 o 1431-1500), e di Bartolomea de' Nelli. Grazie ai Ricordi del padre relativi agli anni 1474-87, sappiamo che studiò grammatica dal...
Pittore (n. Firenze 1418 - m. forse Pisa 1479). Formatosi a Firenze, sugli esempî di Filippo Lippi e del Pesellino, fu poi attivo a Lucca e a Pisa dove è documentato fino al 1475. Tra le numerose opere, caratterizzate da un'accentuata preziosità...