vescica
(ant. vessica) s. f. [lat. tardo vissīca, class. vesīca]. – 1. In anatomia, embriologia e zoologia, cavità o ricettacolo a pareti sottili, generalmente destinato a raccogliere prodotti di secrezione, [...] (per lanterne), fare delle ciarle senza senso, dare a intendere cose inesistenti o sbagliate: a me non venderà egli vesciche (Machiavelli); perdevano il tempo a vendersi vesciche per lanterne l’un l’altro (Verga). 3. Lesione della pelle in forma di ...
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aruspicare
v. intr. [der. di aruspice] (io arùspico, ecc.; aus. avere), ant. raro. – Trarre presagi al modo degli aruspici: questo modo dello a. (Machiavelli). ...
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membro
mèmbro s. m. [lat. mĕmbrum]. – 1. a. Ciascuna delle parti in cui si articola il corpo dell’uomo e degli animali superiori, con riferimento soprattutto agli arti; in questa accezione, si adopera [...] tornavano alla vita privata; e quelli che erano membri, con maggior voglia deponevano le armi che non le pigliavano (Machiavelli). Membri della Chiesa, nella teologia cattolica, tutti coloro che – entrati con il battesimo a far parte del corpo ...
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badalucco
s. m. [prob. affine a badare] (pl. -chi), ant. – 1. Scaramuccia, piccolo scontro per tenere a bada il nemico: se la vita non è una battaglia campale, è però un viluppo continuo di scaramuccie [...] e badalucchi giornalieri (I. Nievo); tenere a b., lo stesso che tenere a bada. 2. Trastullo, trattenimento, passatempo: così stetti tutto settembre; dipoi questo b. [dell’andare a caccia di tordi] ... è mancato con mio dispiacere (Machiavelli). ...
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turma1
turma1 s. f. [dal lat. turma; cfr. torma]. – Variante ant. o letter. di torma (v.): essendo uscito fuori della terra una turma di cavagli per assaltare il campo, se gli fece allo incontro il Maestro [...] de’ cavagli romano con la sua cavalleria (Machiavelli); Qualche turma di numidi cavalli Dalla lunga e da lontano galoppa alla campagna (Pascoli). ...
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badare
v. intr. [lat. mediev. batare «stare a bocca aperta», di origine onomatopeica] (aus. avere). – 1. Attendere a qualche cosa, averne cura, sorvegliare: b. alla casa, al negozio, agli affari; b. [...] avvoltolò cinque o sei volte nella farina (Collodi). 3. ant. Indugiare, trattenersi, perder tempo: io t’aspetto ... non badar troppo (Machiavelli); che più bada, Sin che tutto il suo campo a morte vada? (T. Tasso). ◆ Part. pres. badante, anche come s ...
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gesso
gèsso s. m. [lat. gypsum, dal gr. γύψος]. – 1. Minerale monoclino, solfato di calcio biidrato, limpido e incolore se puro, con struttura molto varia: a grandi cristalli con perfetta sfaldabilità [...] quale si scrive sulla lavagna e altrove: a Carlo re di Francia fu licito pigliare la Italia col g. (celebre frase del Machiavelli, Il Principe, XII, 3), cioè segnando col gesso di tappa in tappa gli alloggiamenti per le sue truppe. b. Cubetto dello ...
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pacare
v. tr. [dal lat. pacare, der. di pax pacis «pace»] (io paco, tu pachi, ecc.), letter. raro. – Pacificare, acquietare: p. gli animi; poi che Severo ebbe vinto e morto Nigro, e pacate le cose orientali [...] (Machiavelli). Come intr. pron., tornare alla calma, quietarsi, placarsi. ◆ Part. pass. pacato, anche come agg. (v. la voce). ...
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antichita
antichità (ant. antiquità) s. f. [dal lat. antiquĭtas -atis, rifatto, per la forma con -chi-, su antico1]. – 1. L’essere antico; stato, condizione di ciò che è antico: l’a. di un palazzo, di [...] ; monumento venerabile per la sua a.; nella antiquità e continuazione del dominio sono spente le memorie e le cagioni delle innovazioni (Machiavelli). 2. Età antica, in contrapp. all’età di mezzo (o medioevo) e all’età moderna: durante l’a.; i poeti ...
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vessare
v. tr. [dal lat. vexare] (io vèsso, ecc.). – Tormentare, opprimere, con maltrattamenti, o facendo soffrire moralmente e materialmente, o recando grave molestia: v. i familiari, i sottoposti, [...] con eccessive tassazioni; popolazioni vessate dalla tirannide straniera; v. gli uomini pacifici e senza difesa (Manzoni); in usi fig.: io sono una nave vessata da dua diversi venti, che tanto più teme, quanto ella è più presso al porto (Machiavelli). ...
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Pensatore e letterato (Firenze 3 maggio 1469 - ivi 21 giugno 1527). Figlio di Bernardo, dottore in legge (1430 o 1431-1500), e di Bartolomea de' Nelli. Grazie ai Ricordi del padre relativi agli anni 1474-87, sappiamo che studiò grammatica dal...
Pittore (n. Firenze 1418 - m. forse Pisa 1479). Formatosi a Firenze, sugli esempî di Filippo Lippi e del Pesellino, fu poi attivo a Lucca e a Pisa dove è documentato fino al 1475. Tra le numerose opere, caratterizzate da un'accentuata preziosità...