Regola di condotta, stabilita d’autorità o convenuta di comune accordo e di origine consuetudinaria, che ha per fine di guidare il comportamento dei singoli o della collettività, di regolare un’attività [...] l’efficienza e l’economia del processo produttivo.
Diritto
Aspetti generali
La n. giuridica trae la sua forza imperativa dall’ordinamento e valuta il comportamento dei soggetti come momento o presupposto o conseguenza di un rapporto giuridico. Sia ...
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Insieme delle teorie etiche che nel corso del Novecento, soprattutto in ambito anglosassone, hanno proposto di rendere conto dei giudizi morali in termini di emozioni e di sentimenti. Il tratto che accomuna [...] rintracciare, anche da parte degli stessi emotivisti, in autori dei secoli passati, come Hobbes, che parlò del linguaggio «imperativo» del desiderio e dell’avversione, o Hume, per il quale il giudizio morale non è una proposizione speculativa ma ...
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LATINA, LINGUA
Pier Gabriele Goidànich
Il latino è una lingua indoeuropea e fa parte del gruppo italico di esse lingue (v. indoeuropei; italici).
Una serie di fatti ci addita uno stretto rapporto che [...] onde ital. cèmbalo da κύμβαλον, ecc. Né l'uno né l'altro servono, riteniamo, a provare una pronunzia ö di oe durante l'impero; né c'è da ricavare nulla sulla pronunzia antica dal giuoco di parole Lydeludus (Plauto, Bacch., 129).
9. Il dittongo au s'è ...
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I rapporti Parlamento-Governo
Fabrizio Politi
Le dinamiche dei rapporti fra Parlamento e Governo registrano da alcuni decenni la crescita del ruolo dell’esecutivo con una sostanziale condizione di subalternità [...] Mazziotti, Parlamento (funzioni), in Enc. dir., XXXI, Milano, 1981, 772, secondo cui «è falso che il divieto del mandato imperativo non continui a svolgere un’utile funzione anche nei rapporti fra parlamentari e partiti politici. Come ha osservato la ...
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In grammatica, modo indicante la volontà, la possibilità, la proiezione nel futuro dell’azione pensata (quindi spesso usato a designare il futuro). Il suo impiego viene sovente a coincidere con quello [...] per lo più in proposizioni subordinate. In proposizioni indipendenti, il presente del c. supplisce alle persone dell’imperativo che mancano, per esprimere comando, consiglio, preghiera, augurio, concessione (si mettano in salvo; sia pure!). Sempre in ...
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Il termine deriva dal gr. apóstrophos «rivolto altrove, indietro», da apostrépho «volgo indietro o in senso contrario». Apóstrophos (o -us) compare nel latino tardo, con significato unicamente grammaticale. [...] contiguità con vocale che segue. Sono significativi alcuni casi di apocope postvocalica: le forme di seconda pers. sing. dell’imperativo di verbi comuni come di’ (da dīc, apostrofato per distinguerlo da dì sostantivo; Serianni 19912: 81), sta’, da ...
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Locuz. impiegata da Kant per indicare ciò che è richiesto dalla legge morale, indipendentemente da qualunque condizione di fatto e dall’intero ordine della natura. La legge morale è espressione della ragione [...] del volere in generale e l’imperfezione soggettiva della volontà» (Fondazione della metafisica dei costumi). In quanto poi l’imperativo morale non è subordinato ad alcun fine, né è posto dalla facoltà di desiderare, esso si rivolge all’uomo in ...
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Filosofo e storico italiano della filosofia (Roma 1904 - ivi 1986); prof. nelle univ. di Firenze (1931-34), Pisa (1934-1950), Roma (dal 1950); socio nazionale dei Lincei (1971). Fu avversario del fascismo [...] e riconoscimento della "presenza" degli altri nella propria sfera. Di qui l'alto valore del principio del dialogo come imperativo etico che comanda in modo assoluto "il dovere discutere" e "lo sforzo di capire gli altri" (La conclusione della ...
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maggiorzionale
s. m. Che combina gli effetti dei sistemi elettorali maggioritari e proporzionali.
• [tit.] E se restassimo al «maggiorzionale»? [testo] [...] Maggiorzionale. È il meccanismo vigente oggi [...] per nuocere. (Michele Ainis) (Stampa, 20 aprile 1999, p. 4, Interno) • c’è poi, alla fine della giostra, un imperativo categorico che si rivolge alla giostra dei partiti. Cambiate questa legge elettorale, risparmiateci lo strazio del terzo Parlamento ...
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felicismo
s. m. Tendenza al perseguimento della felicità come obiettivo sociale.
• A onor del vero la carrellata di [Darrin] McMahon si presenta extralarge ma non enfatica, e invita il lettore a fruire [...] (Giuseppe Cassieri, Stampa, 29 dicembre 2007, Tuttolibri, p. 7) • Per i moderni essere felici è un imperativo che surroga qualunque altro dovere, diventando contraddittorio, poiché l’ingiunzione alla felicità genera ovviamente ansie da prestazione e ...
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imperativo
agg. e s. m. [dal lat. tardo imperativus, der. di imperare «comandare»]. – 1. agg. In genere, che contiene o esprime comando: frase i.; parlare, rivolgersi in tono i.; mandato i., in diritto costituzionale (v. mandato). In grammatica,...
imperare
v. intr. [dal lat. imperare, comp. di in-1 e parare «preparare»; propr. «fare dei preparativi, prendere disposizioni, perché una cosa si faccia»] (io impèro, ecc.; aus. avere). – Esercitare un’autorità assoluta, detto in senso proprio...