Parlato in una vasta porzione delle valli del Piemonte occidentale (nelle province di Cuneo e Torino, dalla Val Vermenagna, a sud, all’Alta Valle di Susa, a nord; fig. 1) e a Guardia Piemontese (Cosenza), [...] pŏrcu(m) > [pwerk];
(b) la palatalizzazione, in area centro-meridionale, dei gruppi consonantici pl, bl, fl, cl, gl (forse per un repertorio diglottico (➔ bilinguismo e diglossia) con l’italiano nel polo alto e il patois locale e il piemontese ...
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Con germanismi si intendono tutti i ➔ prestiti lessicali provenienti da lingue germaniche, antiche e moderne (che hanno origine comune dal germanico, una lingua completamente ricostruita; Arcamone 1994: [...] a partire dall’XI sec.) hanno un’incidenza nel lessico italiano alquanto modesta, se confrontata con quella dell’inglese e del (sono gotiche le voci presenti anche nella Francia meridionale e nella penisola iberica, longobarde quelle solo italiane ...
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Sul versante italiano, la comunità alloglotta francoprovenzale interessa tre regioni, la Valle d’Aosta e il Piemonte, provincia di Torino (cfr. fig. 1), e la Puglia (due comuni in provincia di Foggia), [...] per sette secoli senza contatti con la madrepatria, e in parte contaminato dalle parlate meridionali limitrofe, si può parlare di una forma di trilinguismo. L’italiano è la lingua dei domini formali e dei rapporti istituzionali; il dialetto pugliese ...
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I verbi di movimento (o di moto) esprimono in vari modi il cambiamento di posizione di un’entità da un punto a un altro nello spazio o, figuratamente, nel tempo.
Darne una definizione precisa non è facile, [...] modo di uscire da un luogo in cui ero entrato incosciente (Maggiani 1995: 264)
In diverse forme di ➔ italiano regionale meridionale (Campania, Sicilia, Puglia) entrare e uscire si presentano anche con un uso transitivo, rispettivamente nel senso di ...
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Nell’accezione moderna, con soprannome s’intende un elemento onomastico aggiunto al nome personale (➔ antroponimi; ➔ cognomi). Può essere riferito a un individuo o a una famiglia intera; in determinati [...] materna nonché un soprannome individuale.
Il termine soprannome, attestato in italiano fin dal 1304-1308 (sopranome in ➔ Dante; prima del : tra queste ngiuria, nciùria (di area meridionale e specialmente siciliana e salentina, lett. «ingiuria ...
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È difficile ricondurre la lingua dei mezzi di comunicazione di massa (o mass media) a un unico tipo, nonostante alcuni fenomeni comuni. Prendendo in prestito l’abitudine dell’Accademia della Crusca di [...] maggioranza degli italiani come più prestigioso rispetto a quello romano o meridionale.
Molti studiosi insistono sul ruolo dei mezzi di comunicazione di massa nella propagazione dell’italiano dell’uso medio (Sabatini 1997), ovvero di quella forma di ...
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La geografia linguistica (o geolinguistica o anche linguistica areale o spaziale) è una disciplina che studia l’estensione nello spazio e la distribuzione geografica dei fenomeni linguistici (fonetici, [...] (1877-1958), successori di Gilliéron e ideatori e realizzatori dell’Atlante linguistico ed etnografico dell’Italia e della Svizzera meridionale (AIS) (➔ dialettologia italiana), in seno alla geografia linguistica si fece strada il principio, maturato ...
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Per la particolare situazione linguistica della Sicilia, in cui i dialetti sono vivi e numerosi, è importante distinguere l’italiano regionale parlato da chi ha per madrelingua il dialetto da quello di [...] inversa con nomi di parentela (vieni qua, mammina!) comune all’Italia centro-meridionale, o dell’oggetto marcato da preposizione (➔ accusativo preposizionale) che ha un’indubbia vitalità nell’italiano regionale di Sicilia:
(4) chiama a tua madre
(5 ...
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Il raddoppiamento sintattico è un fenomeno di ➔ sandhi esterno (o di ➔ fonetica sintattica), di natura assimilatoria (almeno in origine: cfr. § 3; ➔ assimilazione), che si verifica nell’➔italiano standard [...] consonantica. Il fenomeno è invece presente tanto al Centro che al Sud d’Italia, anche se alcuni tratti differenziano l’area mediana da quella meridionale.
La Toscana settentrionale e orientale, l’Umbria settentrionale, il Lazio (Roma esclusa) e ...
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Col termine burocratese si indicano, con accezione negativa, lo stile comunicativo e il linguaggio inutilmente complicato utilizzati da amministrazioni e istituzioni pubbliche nelle comunicazioni (prevalentemente [...] modello linguistico imposto dalla piccola borghesia centro-meridionale che aveva occupato in gran parte i posti in Id. (a cura di), Lingua e identità. Una storia sociale dell’italiano, Roma, Carocci, pp. 213-240.
Zolli, Paolo (1980), Introduzione, in ...
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meridionale
agg. [dal lat. tardo meridionalis, der. di meridies (v. meriggio), sul modello di septentrionalis]. – 1. a. Che si trova a mezzogiorno, cioè a sud, sia assolutamente (cioè a sud dell’equatore, ma in questo senso si dice più spesso...
meridionalismo
s. m. [der. di meridionale]. – 1. Vocabolo, locuzione, costruzione sintattica e sim. peculiare dei dialetti parlati nelle regioni meridionali d’Italia, spec. in quanto siano penetrati nella lingua nazionale o nell’uso d’altre...