Come indicò Saussure (1916), la lingua si può studiare in due modi: o lungo l’asse della simultaneità, descrivendo il sistema di fenomeni esistente in un momento dato, in una certa comunità di parlanti, [...] Puglia (mai e tai, con ai < ē; ➔ frangimento). Da segnalare, in alcune aree del Sud, la continuazione di tĭbĭ nell’obliquo teve fu tagliato la cipolla» (Giovanni di Pagolo Morelli, Ricordi IV storica della lingua italiana, Bologna, il Mulino,vol. 1 ...
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L’espressione lingua (o italiano) d’oggi, così come quella, equivalente, di italiano contemporaneo (entrambe usate negli studi: per l’una Cortelazzo 2000, LId’O 2004, Dardano & Frenguelli 2008; per [...] da tempo detabuizzati sono vari termini disfemici (Giovanni Nencioni in Accademia della Crusca 1982: 5-33), da Manni.
Antonelli, Giuseppe (2007), L’italiano nella società della comunicazione, Bologna, il Mulino.
Beccaria, Gian Luigi (a cura di) (1985 ...
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di Silvia Morgana
La storia linguistica dell’Ottocento copre un arco cronologico più esteso rispetto al mero XIX secolo e va dall’arrivo dei francesi in Italia nel 1796 fino al 1915: è infatti l’inizio [...] lingua), l’impianto legislativo è costituito da due testi, la legge Casati ( delle parole. Storia di vocabolari italiani, Bologna, il Mulino.
Martinelli, Donatella (1983 UTET, pp. 834-897.
Vigo, Giovanni (1971), Istruzione e sviluppo economico in ...
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Le lingue dei segni nel mondo
Mauro Mottinelli
Virginia Volterra
A differenza delle lingue vocali, che usano il canale acustico-vocale, le lingue dei segni si servono della modalità visivo-gestuale. [...] un nome. I sordi, che la usavano da tempo immemorabile in circoli chiusi come una l’opinione del signor Giovanni Gandolfi professore di medicina legale visivo-gestuale dei sordi, a cura di V. Volterra, Bologna 1987, rist. 2004.
I primi 400 segni, a ...
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L’Italia può vantare il maggior trattato di linguistica dell’Europa medievale, il De vulgari eloquentia di ➔ Dante Alighieri, scritto in latino per definire i caratteri del volgare illustre, in cui, per [...] si realizza nemmeno in una stessa città, visto che a Bologna gli abitanti di Strada Maggiore parlano in modo diverso dagli storicismo, riconoscibile negli studiosi più diversi, da Vittore Pisani a Devoto, Giovanni Nencioni e Antonino Pagliaro (cfr. ...
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Vicino Oriente antico. L'analisi linguistica
Gábor Zólyomi
Giovanni Garbini
L'analisi linguistica
Grammatica
di Gábor Zólyomi
A partire dal III millennio, se non prima, in Mesopotamia vi furono due [...] riga in sumerico e le due versioni erano separate da un segno simile ai due punti. Vi erano inoltre e l'analisi fonetica
di Giovanni Garbini
Le diverse forme della linguistica, a cura di Giulio Lepschy, Bologna, Il Mulino, 1990.
D'Agostino 1990: ...
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Il soggetto (dal lat. subiĕctu(m) «che sta sotto», calco del gr. hypókeímenon) indica una funzione grammaticale fondamentale nella frase, insieme a quelle di ➔ oggetto e di predicato (➔ predicato, tipi [...] fu veduto apertissimamente come fu lei che fece quello Busso (Bernardino da Siena 1989: 42,35)
(59) Io v’aviso ch’ presenti in ➔ Giovanni Boccaccio e negli antichi a cura di F. Albano Leoni et al., Bologna, il Mulino, pp. 223-239.
Serianni, Luca ...
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Si assumono come riferimenti cronologici simbolici di questa voce il 1211, anno del primo documento fiorentino conservato, e il 1375, anno della morte di Boccaccio.
Il Duecento è il secolo nel quale il [...] frammenti in siciliano, nella copia cinquecentesca di Giovanni Maria Barbieri da una fonte perduta, e una canzone di Firenze per l’esilio della famiglia, attivo a Verona, Milano, Bologna e Mantova fra il 1335 circa e il 1367 in un’ampia gamma ...
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Sebbene con italiano si alluda qui alla lingua, non a chi la parla, la diffusione della lingua italiana fuori d’Italia può spesso essere desunta solo dal contatto con la civiltà italiana. Questa considerazione [...] università, studenti e studiosi europei vennero a studiare a Bologna, Padova e poi in altri atenei. Si formarono in nella musica è personificato da Orlando di Lasso, attivo in Italia e in Germania, e daGiovanni Pierluigi da Palestrina, maestro di ...
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I primi esempi di uso letterario dell’italiano da parte di uno scrittore straniero sono i due componimenti del trovatore provenzale Raimbaut de Vaqueiras (che tra il 1180 e i primi del Duecento vive e [...] messe in bocca a Giovanni Boccaccio nella Comedieta de Ponça se i sa andove ze sta roba parché mi go mandasto da un zerto sior Driatiko che ze proprio rente alla posta granda delle terzine dantesche: Romagna : Bologna : bagna : vergogna : agogna; ...
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attenzionare v. tr. (bur.) Richiamare l’attenzione su qualcuno o su qualcosa | Per estensione, seguire, tenere d’occhio, prendere in esame (detto di cose, oltre che di persone). ◆ Nel linguaggio brigatista significa che il militante di vecchia...
studentato s. m. Alloggio in cui abitano gli studenti fuori sede, in genere durante il periodo universitario. ◆ Da Prati a Centocelle, e poi Eur, Primavalle, San Giovanni, Garbatella. Sempre a Roma occupate anche tutte le sedi della facoltà...