saziare
v. tr. [dal lat. satiare, der. di satis «abbastanza»] (io sàzio, ecc.). – 1. Soddisfare completamente l’appetito, il desiderio di cibo o di un determinato cibo: s. la fame (meno com., la sete); [...] . la propria sete di sapere; s. l’ambizione, il desiderio di vendetta; lasciami saziar gli occhi di questo tuo viso dolce (Boccaccio); come traslato poet., anche riferito a cosa: per mezza Toscana si spazia Un fiumicel che nasce in Falterona, E cento ...
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sazievole
saziévole agg. [der. di saziare], ant. o poco com. – 1. Che sazia presto, stucchevole: la dolcezza s. del miele; in senso fig., di modi e comportamenti, noioso, fastidioso, e della persona [...] e sazievol moglie, allegrissimo badava a cavarsi le sue voglie (Lasca). 2. Con sign. intr., che si può saziare; per lo più con negazione, non s., insaziabile: venne chi trovò mille modi, con nuove vivande, da lusingare la non s. gola (Boccaccio). ...
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alleggiamento
alleggiaménto s. m. [der. di alleggiare], letter. – Alleviamento, sollievo: a consolazione di me e ad a. della mia pena (Boccaccio). ...
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sazio
sàzio agg. [der. (propr., part. pass. senza suffisso) di saziare]. – 1. Che ha mangiato a sazietà, che ha pienamente soddisfatto il bisogno e il desiderio di cibo, in genere: essere, sentirsi s.; [...] io a te ... Perché mi facci del tuo nome sazio (Dante); di fargli onore e festa non si potevano veder sazii (Boccaccio); si sentiva soddisfatto della vita, anzi quasi sazio (Pasolini). 2. Nell’uso tosc. ant. anche con il suo valore participiale di ...
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vestimento
vestiménto s. m. [dal lat. vestimentum «vestito», der. di vestire «vestire»] (pl. -i, letter. o ant. le vestiménta). – 1. ant. L’atto di vestire e il fatto di vestirsi; vestitura, vestizione. [...] centrale; il v. del neonato e del lattante. Come sinon. letter. di veste, abito: v. regali; ricchissimi v.; v. sacerdotali; eran vestite d’un v. di lino sottilissimo e bianco come neve (Boccaccio); Era folgore l’aspetto, Era neve il v. (Manzoni). ...
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allegoria
allegorìa s. f. [dal lat. tardo allegorĭa, gr. ἀλληγορία, comp. di ἄλλος «altro» e tema di ἀγορεύω «parlare»]. – 1. Figura retorica, per la quale si affida a una scrittura (o in genere a un [...] un senso riposto e allusivo, diverso da quello che è il contenuto logico delle parole: l’a. dell’«Amorosa visione» del Boccaccio; le a. della «Divina Commedia». Diversamente dalla metafora, la quale consiste in una parola, o tutt’al più in una frase ...
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vestire
v. tr. [lat. vĕstīre, der. di vestis «veste»] (io vèsto, ecc.). – 1. a. Mettere le vesti indosso (ad altri): v. il bambino, v. i ragazzi con gli abiti della festa; v. la bambola; nell’uso letter., [...] (Ariosto); anticam. anche al plur.: li feci i varii ornamenti diporre e in una simiglianza i suo vestiri ridussi (Boccaccio). ◆ Part. pass. vestito, anche come agg. (v. vestito1). Anticam. anche vestuto: Ella si va, sentendosi laudare, Benignamente d ...
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inanellare
(ant. innanellare) v. tr. [der. di anello] (io inanèllo, ecc.). – 1. a. Dare forma d’anello, arricciare in forma d’anelli: inanellare, inanellarsi le chiome, i capelli; hanno i capelli e la [...] o sim.). ◆ Part. pass. inanellato, anche come agg., soprattutto nel sign. 1 a: due giovinette ... co’ capelli tutti inanellati (Boccaccio); Umide avea l’inanellate chiome (Ariosto). Anche, ornato di anelli: una mano, una donna tutta inanellata. ...
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guisa
guiṡa s. f. [dal germ. wīsa], letter. – Modo, maniera, forma, soprattutto in locuzioni generiche, come in tal g., in altra g., in questa o di questa g., in varia g., in nessuna g., e sim.; non [...] somiglianza di, simile a: A g. di leon quando si posa (Dante); una manina bianca a g. di cera spenzolava da una parte (Manzoni); e quelle consecutive o conclusive in g. che, di g. che, in modo che: in g. che persona non se ne accorgesse (Boccaccio). ...
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radimadia
radimàdia s. f. [comp. del tema di radere e madia1], invar. – Arnese metallico, in forma di piccola zappa, usato, soprattutto nel passato, per raschiare la madia e in particolare per togliere [...] via la pasta che vi sia rimasta appiccicata: si fece accendere un lume e dare una r. (Boccaccio). ...
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Pittore. Figlio di un Antonio de Boccatiis, espertissimo ricamatore, di famiglia originaria di Cremona ma che già dal 1465 aveva preso quasi stabile dimora a Ferrara lavorandovi anche per conto degli Estensi, nacque a Ferrara circa il 1467 se...
Scrittore (Certaldo o Firenze 1313 - Certaldo 21 dic. 1375). Tuttora sostenuta da alcuni la nascita a Parigi, da un'ignota francese, certo è comunque che il B. nacque da un amore illegittimo d'un mercante certaldese stabilitosi a Firenze, Boccaccio...